Queste le ultime parole che Don Vittorio ha scritto sul suo computer:

Dopo i vari casi di positività al virus nella nostra Scuola Materna e Nido, già chiusi, con senso di responsabilità e di mia spontanea iniziativa, venerdì 11 scorso, a Lugo, mi sono sottoposto all’esame del tampone molecolare. Questa mattina alle ore 9,30 ho avuto la comunicazione ufficiale della mia positività al virus e quindi sono in quarantena.
Ora mi affido alla vostra preghiera e all’aiuto di quanti possono dare nei confronti della vita pastorale della Parrocchia e, se possibile una attenzione anche per me che devo stare segregato. Per ora non ho gravi problemi se non il mio vecchio malanno alla gola.
Se non mi aggravo, continuerò a celebrare la Santa Messa da solo facendo comunque suonare le campane quale segno di gioia, di vita e di una Comunità che amo e che è sempre una bella Comunità quando si mantiene FAMIGLIA di famiglie insieme.
Il Consiglio Pastorale ha già preparato il Giornalino “La Nostra Pieve”, che sarà da distribuire…è ovvio che ci saranno dei cambiamenti nel programma delle celebrazioni che è già stato stampato.
Che la Madonna del Popolo ci mantenga la sua protezione.

Sono le 5 di sabato 19 dicembre quando ci chiami perché hai un po’ di difficoltà a respirare. Veniamo da te, chiamiamo il pronto soccorso; nell’attesa cerchiamo di rincuorarti dicendoti che stavolta avresti avuto le cure necessarie, ma tu ci dici che comunque vada, sei soddisfatto e sereno con te stesso per essere arrivato fin lì e per quello che avevi fatto nella tua lunga vita pastorale. Questa frase ce l’hai ripetuta spesso nei giorni precedenti quando venivamo a portarti le pietanze a pranzo e a cena fermandoci alcune ore per tenerti compagnia: non volevamo lasciarti solo difronte all’avanzare di questo virus che ci isola, ci lascia soli lontano dagli affetti. Nel frattempo arriva l’ambulanza e prima che si chiuda il portellone ti salutiamo con un arrivederci a presto, tu ci saluti e ci ringrazi.

Mai e poi mai avremmo pensato che questo sarebbe stato l’ultimo saluto e l’ultima volta che ci saremmo visti.

Caro don Vittorio, non è questo il modo in cui avresti voluto salutare tutti noi.
Conoscendoti avresti voluto preparare questa giornata almeno 3 mesi prima, preparando ogni dettaglio e invitando tutti i tuoi parrocchiani, amici, ex studenti e famigliari.
E invece ci hai dato solo 3 giorni, ed eccoci qui impreparati, disorganizzati e anche po’ storditi. Sei stato con noi 20 anni e avresti desiderato finire il tuo sacerdozio nella nostra parrocchia, il desiderio è reciproco, ma qualcosa non è andato secondo i nostri desideri. Eravamo ancora qui ad aspettare le benedizioni pasquali che quest’anno erano “saltate” e che era un appuntamento importante per tutta la comunità. Le persone più anziane e ammalate aspettavano con gioia questo giorno e tu ti soffermavi volentieri qualche minuto in più per dare una parola di conforto e un saluto a tutti con un sorriso.

Non ci hai dato il tempo di salutarti.

Abbiamo fatto tante cose insieme in questi 20 anni: ci siamo supportati e sopportati a vicenda. Supportati nelle tante attività che ci hanno trovato uniti e sopportati, perché, come in tutte le famiglie, gli screzi, gli scontri e le incomprensioni fanno parte del loro modo di essere.
Come amavi sempre ricordarci: “parrocchia è una famiglia di tante famiglie”.
E questa comunità ha sempre cercato di ascoltare, dialogare e trovare con te i giusti tempi e le opportune soluzioni ai vari problemi incontrati. E’ questo il segreto di aver costruito insieme e portato avanti per 20 anni la vita comunitaria.

Papa Francesco all’Angelus nel giorno della celebrazione della Sacra famiglia ci ha ricordato che: “In ogni famiglia ci sono problemi” ma ci sono sempre tre parole che vengono in soccorso: “Permesso”, per non essere invadenti, “Grazie”, per aiutarci reciprocamente, e “Scusa”.
Dire scusa, poi, prima che finisca la giornata” per evitare “le guerre fredde del giorno dopo”.

Ecco siamo qui per chiederti “scusa” per quelle cose che, la tua partenza repentina, non ci ha dato il permesso di poterle chiarire.
Hai lavorato due anni per la redazione del libro “Cronologia di lavori e restauri dal 2002 al 2020” e l’hai terminato i primi giorni del dicembre scorso (coincidenza o premonizione?).
Hai voluto lasciarci un ricordo dei tanti lavori fatti per la parrocchia e con i parrocchiani, e quindi da questo prendiamo spunto per dirti “grazie”.
Grazie per avere celebrato la S.Messa tutti i giorni festivi e feriali, per tutte celebrazioni dei Sacramenti e di averle sempre preparate al meglio.
“La messa di ogni giorno va celebrata con la stessa passione della prima e come fosse l’ultima”
Grazie per avere portato avanti la catechesi per i tanti bambini e ragazzi per la nostra parrocchia e non solo. E per averci trasmesso l’educazione religiosa avuta dai tuoi genitori, ribadendoci l’importanza della preghiera quotidiana.
Grazie per il contributo dato nel servizio della Scuola dell’Infanzia, della Scuola Materna, del doposcuola e del CREE estivo.
Grazie …. e ancora grazie.

Te ne sei andato senza che ti potessimo salutare. Fai buon viaggio nel tuo ritorno a casa.
Oggi siamo qui a salutarti, certi che sarai nella casa del Padre, lassù in quel cielo che amavi avvicinare nelle tue arrampicate.
E come spesso citavi: “Dovunque il guardo giro, immenso Dio ti vedo, nell’opere tue t’ammiro, ti riconosco in me”

E se tu non ci hai salutato, lo facciamo noi oggi: CIAO Don Vittorio!

I parrocchiani di Pieve Cesato

Giornalino

News da Pieve

  • Tornerà presto disponibile il libro con le foto e commenti della storia della Pieve e dei lavori che sono stati fatti negli ultimi 18 anni, scritto da Mons. Vittorio Santandrea. Se siete interessati inviate una email a Nicola con scritto il numero di copie che vi piacerebbe avere. Presto la ristampa!   Mazzotti Nicola nich.mazz@gmail.com